ESTILDA MELPODA Estilda veniva dalla drogheria. Una parola che gli suggeriva, come un ondeggiamento mystérieux, droga combinata che poteva curarla. C 'era il suo modo di prendere una parola e
pelarlo come se fosse un frutto di seta, una banana matura che lui fondeva nella bocca.'_ essa essere prendere d'uno vertige piacere, ma essa essere stretto, dunque essa passare dinanzi uno
finestra decorare come uno albero Natale, con piccolo sfera vetro étincelants e nastro appena buon da imbellire abito consumato per loro rendere un po'fasto antan. Quando era più giovane, avrebbe
smesso per ammirarli ed immaginarsi una principessa di un paese esotico, ma ecco che essa ventitre anni avevano compiuto... eh sì, invecchiava, era la verità, si diceva -elle, il sorriso triste
agli angoli delle sue labbra, osservandosi con discrezione nelle finestre della città, con il timore non di vedere altra cosa, o la sera, lungamente, dinanzi al ghiaccio... Lorsqu 'torceva anche,
come gamine espiègle, al passo sautillante, impossibile confondere, Estilda sembrava una cerva senza preoccupazione, un dente di leone che si diffondeva agli occhi delle guide con la devozione di
una pioggia di primavera, un uccello tropicale.' La goccia di rugiada, la pioggia di primavera, quando l'aria sente i gattini di salice. I gattini di vimine sono bei anche, ma quelli di salice sono
ancora più bei di quelli di vimine, poiché sono dorati! Andava come se fosse ancora più contenti di essa stessa, e le sue natiche ferme saltavano sotto l'abito leggero, che assumeva la forma del
suo corpo. Ô ma aveva tanto lavoro, il giorno era appena cominciato, il canestro in vimine sfregava le sue coscie, si crederebbe il proprio passo ancora più sautillante, la parte posteriore molto
diritta, che aziona l'aria fresca con le punte dei suoi centri di cui era così fiera, pensando che la sua femminilità splendesse con la grazia con la quale esaminava le vie della città ogni
mattina, quando essa gradire fare spese per la casa del signor ingegnere; vi lavorava come donna delle pulizie, cucina ed una sella a qualsiasi cavallo. Tranne che signor ingegnere era quasi freddo
con essa. La pagava bene, embêtait, non era neppure la pena, poiché era rapida, non fermava del giorno, lavorava con accanimento, ma volentieri, se foutait la pace; c'era una cosa che non
comprendeva: perché signor ingegnere non faceva uscire la sua testa di tutte queste carte, che anneriva con la sua scrittura fine ed ordinata, alle quali si dedicava, il povero, della mattina alla
sera, a torcersi la parte posteriore. C'era nel suo cuore questa pitié che divora di una donna per l'uomo che teneva nelle sue braccia, che erano, allo stesso tempo, il suo bambino, il suo amant e
rotto dalla stanchezza quotidiana... ma ciò che è che avveniva con buono signor ingegnere, che calcolava arcate di ponte, che disegnava cariatides maestose, ragazze ai corpi cambrés come sul fronte
del mondo, ed inventava ali fascinantes dei laminatoi a vento immaginari, che somigliavano alle coscie prolifiche delle donne esotiche, degli ornamenti funzionali per i corridoi degli edifici, che
creava metropoli fascinantes ed inquietanti che gli davano il vertige, la testa così dal volo in pallone dei fratelli Montgolfier (1783), Bell non aveva ancora inventato il telefono (1876), e
Marconi non aveva ancora utilizzato il suo telegrafo senza filo. Le linee erano oblique, dinamiche, ascendantes, verticali, immaginarie, fredde, trasparenti, sacerdotales, non li capiva del resto,
ma aveva qualcosa degli incanti prolifici riprodotti da Parmigianino (1503-1540), di cui discutevano lungamente signor ingegnere e padre Lorenzo; quest'ultimo gli dava, con l'immobilità delle sue
posizioni monosyllabiques, brividi, a causa del loro dramatisme pericolosamente incitatore nel suo incantesimo isolato, come una masturbation fredda di una donna dinanzi ad un uomo pétrifié dalla
lunga attesa dei segnali aphrodisiaques per una donna inasperta di desiderio, ma incapace di esprimere le sue sensazioni... la carne urlait nel suo corpo ondoyant: "prende -moi!" ", come una
campana che vibra a causa dei suoni notturni, ma la lingua dei sensi era muta, il extase carnale era come una minaccia dell'abduzione volgare degli vandales, lo spirito rimaneva stupéfait di
terrore che affliggono, e tuttavia, signor ingegnere Lucas, un nome impossibile pronunciare a voce alta, poiché egli splendeva sulla volta del suo palazzo come un petalo di nénuphar - colonne,
métopes e triglyphes - dei entablements ricomposti da Bramante in chiaramente-oscuro..." e padre Lorenzo, il vecchio cavallo che attendeva la scala celeste per partire nel viaggio immortale,
hennissait, nasillard, citava il nome di dio, dinanzi al quale qualsiasi sforzo era nulla, spreco, deterioramento, futilità o blasphème purché abbia la garanzia della perfezione - ed Estilda, che
li intendeva della sua camera del grenier, dove si ritirava con discrezione una volta cominciate i dibattiti interminabili sul cuore, materia, angosce, substantialité, categorie filosofali, Platon,
la pietra filosofale, Aphrodite, Cheval di Troia, Agamemnon, il diritto romano ed il vilenie della splendeur del nénuphar nella neve... a credere che queste parole potevano sostituire il
tremblotement leggero delle palpebre sensibilizzate dalle vene fini delle ali di una farfalla dorata nella inconstance cadaverico della notte, di cui aveva così tanto timore. Certamente, non era
possibile che gli cada sopra tutta questa dimensione del mondo che prendeva forma come un fumo di neve sui quadrati delle finestre scure per di solito, poiché i misteri ressortissaient con
l'ondeggiamento delicato di una fine di candela che leccava i maturi e creava ombre fantastiche, mostri derivati dalla realtà dei registri ammuffiti, delle lettere come allo invers, aventi un ruolo
decorativo nella struttura del ragionamento e creatore della dismisura opulente del profilo in oro che definiva il dio supremo dell'infinito nel quale si attingeva le leggi precise dell'occasione e
l'allegoria della guerra che legami segreti tra i popoli; mescolandoli come in un forno in cui si lucidano ed incidono i sensi, fino al momento in cui si scoprirà/avrà scoperto la pietra
filosofale, che il principe de Lagas conosceva fin da secoli e ne aveva condiviso il segreto ai faraoni egiziani, si creava la simmetria della poesia piena di sensualité del pensiero segreto. Teso
sul suo abito fiorito per recoudre nel bordo, Estilda ascoltava, come in un fremito di strati, le parole sussurrate di padre Lorenzo, che si stupiva che nessun pensatore abbia scoperto ancora la
quarta dimensione del mondo dove vivevano, né anche quest'energia sottile che poteva transmuer il piombo in oro, la sabbia in diamanti ed il corpo di uno scienziato pazzo oltre ai limiti
dell'universo chiuso in una goccia d'acqua di rose dove si è sparso un pizzico di polvere di stelle, raccolto, non senza emozione, sulla retina pétrifiée nell'eternità del Sphinx. La mano di
Estilda tremava, le punture dell'ago nel bordo dell'abito gli sembravano pesanti e lo preoccupavano, sentiva il sudore dell'emozione smaltirsi sulla sua spina; scosse le sue spalle ed ascoltò
attentamente, ma intendeva le parole per un tempo, quindi iniziava a sognare di quel cavaliere che il suo cuore languiva, il sogno di qualsiasi ragazza ai sensi svegliati dalle storie romantiche
d'amore; durante tutto quel tempo la sua testa registrava i chuchotements che vengono dalla parte en-bas, di fusi nel bronzo massiccio della memoria del mondo, che sarebbe stata molto più semplice
per essa senza la sofferenza del pensiero del suo padrone, che sembrava penare/tourmenter da secoli per rendere all'umanità i segreti schiacciati sotto le ruote dorate della storia, e padre Lorenzo
gargouillait di ridere, a credere che soffocava. Certamente, le immagini iconoclastes degli imperi del pensiero ricomponevano il mosaico di un culto rigido ed audaci, basato sul teorema puro della
geometria mistica, interferito con questo calcolo dinamico della convergenza dei colori freddi ed irreali, alle quali si riferiva la densità della materia definita dal suo ritmo pulsionale ed
apparentemente irregolare, ma era precisamente questo caos che era più strettamente definito da leggi rigide, che potevano essere messe in ordine più dall'ampia?uvre sull'originalità della
simmetria in causam. Aveva molto caldo, transpiré ed un torpeur piacevole si era insinuata tra le sue forti coscie colore giallo limone e, sbalordita dal murmure delle parole che galleggiavano,
irreali, nella parte en-bàs, le sue mani si sono insinuate come con la loro volontà verso quest'incrocio di stelle e di cieli, dove tremava il fiore del suo corpo, essa si è toccato delle dita con
sorpresa, che aspettano di essere preso da questo spasme del corpo che inondava il suo sangue con esplosioni di fiori bollenti come il sole, che si rompe in un mosaico fine e pieno di piacere,
mentre il suo padrone, che gli causava questa eccitazione terribile con del lavoro "la storia, l'etica, la logica e la fisica", che anagrammé "HELP", a credere che dava così all'umanità una nuova
opportunità di riscoprirsi nelle angosce marécageuses del pensiero - alle quali Estilda Melpoda aveva rinunciato a favore della extase infinita e pura che si era causata molto sola, sognando forse
un cavaliere che erra la avrebbe fatta immergere, dalle sue carezze, nell'oceano dei sensi, e padre Lorenzo conclude al modo rubens-rubentis: "... ci occorreva avere stato una forma artistica della
morale tagliata nella pietra dei sensi..." "- ed a questo momento preciso Estilda Melpoda spinse il grido di un orgasmo ravageur, a credere che confermasse le opinioni del padre, e Lucas, il
padrone di Estilda Melpoda, restò pétrifié, la piuma alla mano." Doveva soltanto mettere un punto dopo la prima frase stesa sulla carta méticuleusement, ma si direbbe che non la osava... non, non
ancora... il punto è il sabre che decide nella carne del mondo... che porta il vento della morte... era meglio mettere i tre punti di sospensione, pensava, mentre Estilda Melpoda caressait sempre,
poiché aveva già messo un punto ad un giorno imbalsamato di quest'orgasmo morbido... che gli aveva alleviato lo spirito. Padre Lorenzo si preparava a partire, aveva raccolto già tutte queste note
sulla scultura gothique che doveva imporsi nell'armonia delle cattedrali, un miscuglio fascinant di incoronato e di grottesco a fare fremere la coscienza della gente e pervertire i loro cuori,
poiché l'angoscia della morte, il gioco delle ombre attraverso l'impero dei chiari, il chiaro-oscuro e blasphesimo avevano il ruolo di definire transcendant terrifiant dove viaggierebbe il cuore,
perché che di altro definiva meglio il sacerdoce se non l'angoscia? Lucas attendeva con pazienza che il padre ne finisca il va e vieni inutile, poiché i suoi gesti non erano diversi cosa che
un'espressione pesante del suo disordine e pensava che avrebbe dovuto codificare maggiormente il messaggio sacramentel, approfondire l'ombra e riconsiderare Phidias, Polyclète e Myron, come pure la
dittatura convincente di Périclès durante la democrazia athénienne (460 - 435 davanti. J).
UN SECOLO DI CAMOEDIA
Padre Lorenzo si era fermato dinanzi alla sua casa, che osserva, chagriné, le finestre che lo stesso gli
corrodevano lo spirito - la sua residenza, scuro e fredda, con mobili che si strappavano di solitudine e con reliquie raccolte di tutti gli angoli del mondo, dei totems e dei fétiches, dei
crocifissi sconosciuti e dei pugnali alle punte avvelenate, per non citare i suoi manoscritti ai segreti codificati, che non osava neppure déchiffrer e così soddisfare il suo cuore con il loro
veleno, egli si era frugato per la chiave massiccia, in bronzo, egli si era immaginato tornarla nella serratura arrugginita come in una ferita, spingere ix et des poignards aux pointes
empoisonnées, pour ne pas mentionner ses manuscrits aux secrets encodés, qu'il n'osait même pas déchiffrer et ainsi satisfaire son âme avec leur poison, il s'était fouillé pour la clé massive, en
bronze, il s'était imaginé la retourner dans la serrure rouillée comme dans une plaie, pousser de son épaule la grosse porte en chêne, entrer dans le hall froid et tâtonner, désespéré, le bout de
candela senza la quale gli sarebbe impossibile riordinarsi nel bazar di mobili di cui non comprendeva più l'utilità, ma non si decideva affatto di gettarli, metterli nel fuoco nelle notti fredde
o renderne qualcuno malhereux, qualcuno anche avido e gancio che per molto bagatelle inutile. Credenze ed armadi a decine di cassetti, dove frugava con fébrilité durante giorni interi per trovare
una pagina di manoscritto, un incunabolo, una nota di formule astrologiques inzuppate di questo ésoterisme tendancieux dove le galassie si incrociavano per definire un altro universo, predominato
forse da leggi meno astratte, ma più maléables per la coscienza umana. La banda di Möebius aveva distrutto un sistema ancorato quasi dell'incrocio del Sud o forse tangenzialmente con essa, come
una maledizione ammuffita/marcita nella notte cadaverica dei tempi, che definisce un campo di forza con una sola superficie come un serpente che non fermava di girare attorno alla sua coda,
inghiottendosi, concentrique, à l'infini, delirante e paradossale per la sua definizione... Il limite! gemeva padre Lorenzo, montando i mercati marciti verso la sua camera oscura al piano, dove
registrava su un tamburo fornito di un corno di gramophone e di una bobina messa a punto da lui anni fa, al tempo delle crociate rosicruciennes di cui era stato il mentor, benché la storia abbia
registrato un'altra Camoedia tra l'ultimo secolo, distorsionant così la realtà; il limite, buono sangue/merde! marmonnait -il dépité/arrabbiato, che non gli permetteva di sovrapporre le voci alle
ombre ressuscitées negli occhi del cranio riportato di gran lunga dei Caraibi da un marinaio, con un vecchio papyrus, un totem grottesco che simbolizza un satyre dotato di uno organ sessuale
immenso, utilizzato, egli sembra, da qualche stregone per la fecondazione delle donne senza figli o dei campi privati d'acqua/abitati dalla siccità; aveva anche ricevuto, da parte di un soldato
dell'ordine, una pietra triangolare, una piramide costruita in una certa zona del continente azionato o e questo ne resta dopo la grande cospirazione della galassia errante che abitava senza
logica evidente nell'universo (o secondo una logica interna, ad essa), con i pianeti del sistema solare, ed un altro attrezzo, senza il quale non poteva fare iniziare l'apparecchio da
ridimensionare l'infinito, era diadème di cui si diceva che aveva appartenuto ad una regina delle ninfe delle foreste nordiche, dryade Carina, che proteggeva Aryens agli occhi blu e hanno
trasformato inizialmente in argilla e quindi che gli hanno reso la durezza del suo stato originale, di roccia massiccia ed impenetrabile. Come in spaventi, padre Lorenzo si è messo a sistemare i
fili di rame, che non fermava enrouler gli uni sugli altri, che provano a creare una bobina attraverso la quale filtrare le immagini tridimensionnelles di un certo momento del quale mancava
soltanto il suono, perché la sua ressuscitation, di questo momento, diventi reale, come se fosse avvenuto simultaneamente, allora ed ora, nel futuro vicino e nel presente aleatorio; il suo sforzo
era così tanto intenso che il cranio/caboche aveva arrossito d'emozione o forse dell'impazienza con la quale attendeva, essa anche, che riesca una volta per tutte, poiché, circa da due secoli,
era sottoposta alle stesse esperienze padre Lorenzo, che aveva perso il filo degli anni, era sempre più impaziente ed è forse quest'impazienza anche che non lo lasciava mai finirne, perché
falliva aggiungere qualcosa nell'avvolgimento enorme di fili ramati, ma che avrebbe potuto dirgli che a appena, poiché né anche gli incantesimi magici non avevano un effetto... e, come in una
camoedia, il passato, il presente ed il futuro si erano torti in modo incompréhensible in questa palla sistemata chaotiquement, secondo la legge morbida dell'esperienza con la quale avrebbero
potuto essere creato la lampada di Aladin, il tappeto volante del sultano Harun Al Rashid o un'altra birichinata controllata dalle leggi dell'occasione. La notte era rapidamente passata e padre
Lorenzo si sentiva torto nella sua impotenza di rendere al mondo la memoria ancestrale, come se fosse il suo sogno segreto, ma aveva altri pensieri, forse non ortodossi, ma generarici di
ambizioni illusorie che, ecco, potevano prendere vita. Se avesse creato lui stesso il concetto della piramide, sì, ciò sarebbe stato il sogno, o sua benzina forse giusta profonda, poiché non
viveva più nessuno dei sette padroni dei segreti che non potevano neppure essere pensati, tanto meno di sussurrati all'orecchio di un non iniziato. E, durante tutto questo tempo-là, Estilda
Melpoda girava nei panni bagnati dal sudore del suo sonno agitato e stringeva nelle sue braccia l'ingegnere Lucas che gemeva, estingue, poiché se non avesse più un'aria o forse fosse quello il
suo sogno di adolescente, tenerlo nelle sue braccia per l'eternità, proteggerlo e gradirlo, ma che potrebbe districare i suoi sogni e descriverli? a volte, il sonno è un'agonia frenetica, un
pêle-mescolare di immagini colorate e tridimensionnelles, un avvolgimento di sensazioni, di gusti e di gesti spasmodiques, una storia caotica senza inizio e si crederebbe senza fine, della quale
si svegliava e sosteneva leggermente il suo centro con la sua mano, come se provasse a modellare nuovamente le sue emozioni...
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